24/01/2012

Segui il Segretario PdCI Diliberto in diretta su Sky TG24

Mercoledì 25 gennaio 2012 ore 15.00:

il segretario del Partito dei Comunisti Italiani Oliviero Diliberto in diretta televisiva (streaming) su SKY TG24

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***la trasmissione in diretta è terminata ***

20/01/2012

21 gennaio 2012 - 91° anniversario della nascita del Partito Comunista d'Italia

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91 anni fa nacque il Partito Comunista d’Italia e a 91 anni di distanza i Comunisti celebrano quest’evento grandioso per la nazione.

Come ogni anno c’è qualche perditempo che ci accusa di essere dei nostalgici e di non essere al passo con la realtà. La risposta a queste affermazioni è presto fatta: il motivo per il quale nell’anno 2012 ci sono ancora i Comunisti è lo stesso che permise la costruzione del Partito nel 1921 e cioè che in questa nazione continua ad esserci sfruttamento, ingiustizia e ineguaglianza che solo un grande e forte Partito Comunista più risolvere.  Testimonianza di ciò ne è il fatto che, da quando i Comunisti non hanno più rappresentanza in Parlamento sono di gran lunga peggiorate le condizioni dei lavoratori/trici e c’è un costante regresso dei diritti civili in questo Paese.


21 gennaio 1921,2012,anniversario,pci,comunisti italiani,martina franca,pdci,fgciRicordiamo a tutti che le più grandi conquiste civili e sociali sono state ottenute quando il PCI, il più grande Partito Comunista d’Occidente, aveva una folta rappresentanza in Parlamento: un esempio per tutti è lo Statuto dei Lavoratori. Domanda: “Chi si sognerebbe tutte le tutele dei lavoratori e lavoratrici a tempo indeterminato se non ci fosse stato lo Statuto dei Lavoratori?”

I poteri forti e i governi che si sono succeduti stanno costantemente e gradualmente ridimensionando le conquiste ottenute con anni di dure lotte proprio ora che non c’è una Sinistra adeguata e soprattutto un forte Partito Comunista in grado di contrastarli.

Le operazioni che oggi mirano a dividere i sindacati con le contrattazioni separate, snaturare lo Statuto dei Lavoratori nel suo articolo più significativo (modificando o addirittura eliminando l’articolo 18), limitare il diritto di sciopero, le libertà sindacali e la personalizzazione dei contratti di lavoro, rendono sempre più precari e ricattabili i lavoratori (vedi esempio Fiat).

21 gennaio 1921,2012,anniversario,pci,comunisti italiani,martina franca,pdci,fgciI Comunisti di Martina Franca, nel celebrare questa ricorrenza, vogliono sensibilizzare la società, i lavoratori, le donne, i giovani, i disoccupati e le classi più deboli a prendere parte attivamente al processo di crescita e miglioramento del Paese, sostenendo e favorendo il processo di ricostruzione di UN Partito Comunista forte e di una sinistra unita.

“Veniamo da molto lontano e andiamo molto lontano! Senza dubbio! Il nostro obiettivo è la creazione nel nostro Paese di una società di liberi e di eguali, nella quale non ci sia sfruttamento da parte di uomini su altri uomini.” (cit. Palmiro Togliatti)



 la Segreteria del Partito dei Comunisti Italiani – Federazione della Sinistra 

Sez. “Antonio Gramsci”  Martina Franca


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- per scaricare il Comunicato Stampa in versione pdf clicca qui  -

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leggi l'articolo pubblicato su la
"Gazzetta del Mezzogiorno" del 21/01/2012 
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leggi l'articolo pubblicato sul
"Corriere del Giorno" del 21/01/2012 
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11/01/2012

mercoledì 11/01/2012 ore 22.30 - SEGUI DILIBERTO IN DIRETTA sul blog di pdcimartina

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***la trasmissione in diretta è terminata ***

15/10/2011

IL GIORNO DEGLI INDIGNATI: People of Europe rise up!

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15 ottobre 2011: in tutto il mondo i giovani scendono in piazza per manifestare contro il sistema capitalistico e contro le politiche neo-liberiste. Di seguito riportiamo il comunicato congiunto di FGCI e Giovani Comunisti.

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Siamo un esercito di sognatori e per questo siamo invincibili

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Il 15 ottobre anche noi saremo in piazza con gli “indignati” d’Europa:

indignati come chi subisce un torto e vuole giustizia, indignati come chi è stato derubato in modo sistematico da chi tiene i cordoni della Borsa, muove i fili invisibili della Banche e occupa le stanze dei bottoni.

Ci hanno cresciuto nel culto di un sistema economico che ci chiedeva flessibilità, “spirito d’impresa” e sacrifici promettendo ricchezza.

Siamo diventati precari, apprendisti sfruttati, stagisti non pagati, studenti universitari vessati da tasse sempre più alte e finanziamenti sempre più bassi. Abbiamo comprato i loro prodotti, rinunciato a mutui e pensioni. Abbiamo perso diritti sul lavoro conquistati con anni di lotte dai nostri nonni e dai nostri padri. Non abbiamo rappresentanza nel Parlamento, complice una politica che si è ripiegata nel suo fortino, per rappresentare interessi ben precisi.

Ed ora che questo sistema improntato al “produci-consuma-crepa” crolla come un gigante dai piedi d’argilla, nonostante le molte ingiustizie su cui negli anni si era puntellato, gli stessi che ci hanno condotti verso il baratro vogliono che paghiamo ancora.

Quando alzavamo la voce, dicendo che oltre che ingiusto questo sistema era sbagliato, iniquo e irrazionale, ci chiamavano cassandre. E come la Cassandra del mito classico avevamo ragione.

La nostra è una indignazione non autosufficiente, che parte da lontano, attraversa Genova dal 2001 al 2011, e non finisce.

La nostra indignazione percorre gli stessi sentieri di chi vuole costruire un’alternativa, di chi sa che questo non è il solo modo di far andare le cose.  Noi ne conosciamo uno più giusto ed equo, abbiamo proposte e pretendiamo di essere ascoltati.

Scenderemo in piazza il 15 ottobre perché in Parlamento si discute di dove e come prendere i soldi, ma nessuno contesta per cosa si devono usare. Noi pensiamo che “tranquillizzare i mercati” sia un tributo di sangue ad una divinità malevola, una ricetta impiegata troppe volte in passato e che non risolve il problema.

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Noi crediamo che i soldi vadano presi dove ce ne sono, da chi finora ha pagato poco o nulla. Con l’istituzione della patrimoniale, una lotta vera all’evasione fiscale nelle sue diverse forme, con la tassazione delle rendite finanziarie. Noi crediamo che i soldi vadano tolti, per esempio, alle scuole private, alla Chiesa Cattolica, alle spese militari, al finanziamento sistematico alla cultura del profitto, dell’impresa, della religione, della guerra e della morte.

Dobbiamo investire su una società dei saperi, sulla ricerca, sull’istruzione, e non regredire in un regime dello sfruttamento, di un capitalismo “straccione”, dell’Europa delle banche e della finanza.

Il 15 ottobre manifesteremo perché il destino dello stato sociale e della qualità della vita nel nostro Paese nei prossimi anni sta per essere determinato da organismi sovranazionali e lobby economiche chenessuno ha eletto.

Siamo un paese commissariato e sull’orlo del baratro, e  vogliamo riprenderci la democrazia che ci è stata espropriata da questa destra antirepubblicana, clericale ed eversiva.

Il 15 ottobre manifesteremo perché dietro alla manovra Sacconi c’è la cancellazione di fatto di ogni garanzia sui contratti di lavoro nel nostro Paese e lo smantellamento dello Statuto dei Lavoratori (compreso l’articolo 18 che gli italiani hanno già difeso in passato) e quindi la Costituzione. Questo è un golpe e noi non lo accetteremo. Ci stanno rubando il futuro, ed il 15 ottobre saremo in piazza perché non siamo ancora rassegnati: chi tiene in mano le redini del Paese lo sta distruggendo e spetta a noi salvarlo.

Al fianco della FIOM, della  CGIL, di tutto il mondo del lavoro, dei precari, delle associazioni, degli studenti, insieme al Coordinamento 15 ottobre chiederemo il blocco della manovra e le dimissioni di un governo incapace e classista che ruba ai poveri per dare ai ricchi, che sta conducendo una generazione sull’orlo del baratro.

Ci riprendiamo la piazza in una grande giornata di mobilitazione dell’opposizione sociale che sia il battesimo del fuoco di un fronte compatto, unitario e aperto a chiunque abbia in mente un’altra manovra, un’altra idea di società, un altro mondo possibile.

Siamo un esercito di sognatori, e per questo siamo invincibili.

Alternativa Ribelle (RibAlta)

 

08/10/2011

44° anniversario della morte del Comandante "Che" Guevara

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Nel ricordo di un grande uomo, di un rivoluzionario che ha speso la vita per la causa dei suoi simili.

"Siate sempre capaci di sentire nel più profondo di voi stessi ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo: è la qualità più bella di un rivoluzionario." (da Scritti, discorsi e diari di guerriglia, 1959-1967) 

 

9 ottobre 1967 - 9 ottobre 2011: quarantaquattresimo anniversario della morte di Ernesto Guevara de la Serna, i Comunisti martinesi rendono onore al Compagno Comandante "Che".